Cargo 200

•27 novembre, 2008 • Lascia un commento

“Lo sguardo di Balabanov evita di riprodurre l’eleganza formale, il lirismo della tradizione cinematografica russa, illustrando beffardamente le miserie e le incongruenze del regime, ora attraverso una violenza dissacratoria, ora mediante una lugubre disillusione che diviene nichilismo: annichilimento, decomposizioni dei corpi, svilimento delle coscienze.

Così, a fronte di un’iniziale, minuta analisi storica, Cargo 200 veicola il mortuario, il disincanto ghignante riguardo le sorti  progressive non già della società, ma complessivamente, della Natura.” (l.a.)

 

Proiezioni ore 19 e 21,30 di giovedì 27 novembre al Cinema Grande di Altamura. Dopo film la serata continua al pub-birreria La Corte di Worms con una birra offerta agli spettatori di Millennium Mambo.

 Cargo 200

Anno: 2007 
Titolo Originale: Gruz 200 
Durata: 89′
Origine: RUSSIA 
Genere: DRAMMATICO, THRILLER 
Produzione: KINOKOMPANIYA CTB 
Distribuzione: ARCHIBALD ENTERPRISE FILM (2008) 
Regia: Aleksei Balabanov  
Attori: Agniya Kuznetsova, Aleksei Poluyan, Leonid Gromov, Aleksei Serebryakov, Leonid Bichevin, Natalya Akimova, Yuri Stepanov, Mikhail Skryabin
Sceneggiatura: Aleksei Balabanov  
Fotografia: Aleksandr Simonov  
Montaggio: Tatyana Kuzmichyova  
Scenografia: Pavel  Parchomenko  
Costumi: Nadezhda Vasilyeva  
Effetti: Aleksandr  Yakovlev  
 
Trama: URSS 1984. L’epoca sovietica sta declinando, il totalitarismo ha i giorni contati e il grigiore sta coprendo ogni cosa. In un piccolo paesino di provincia, all’uscita da una discoteca, una ragazza scompare. Si tratta della figlia del Segretario del Comitato Regionale del Partito. Nessuno ha visto niente. Nessuno ha sentito gridare e i colpevoli sembrano essersi dissolti nell’aria. La stessa sera, a pochi chilometri di distanza, in periferia, qualcuno commette un brutale assassinio. Il colpevole è il padrone di casa. Il capitano di Polizia Zhurov nella stessa notte si trova a dover affrontare questi due inspiegabili orrori…

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Il vento

•24 novembre, 2008 • Lascia un commento

“Il vento non solo come tema, presenza (aleatoria), fenomenologia, ma anche, metaforicamente, come corrente, nuova corrente del cinema italiano, anche oltre Garrone, Crialese, Sorrentino: in una posizione più appartata, ma comunque, autenticamente poetica. Alla cognizione della società come atavica ricorrenza di grettezza (antipoetica) del film di Diritti (premiato in ventidue festival internazionali), succede la visione estatica ed intimista del capolavoro di Franco Piavoli, Al primo soffio di vento (Italia 2002), per un cinema elementare e così lirico” (l.a.)

Il vento fa il suo giro, martedì 25 novembre ore 21 alla  sede di Rythmus


Il vento fa il suo giro

Anno: 2005
Durata: 110′
Origine: ITALIA
Genere: COMMEDIA
Produzione: SIMONE BACHINI, MARIO CHEMELLO E GIORGIO DIRITTI PER ARANCIAFILM, IMAGO ORBIS AUDIOVISIVI (BOLOGNA),
Distribuzione: INDIPENDENTE (2007)
Regia: Giorgio Diritti
Attori: Thierry Toscan, Alessandra Agosti, Dario Anghilante, Giovanni Foresti, Emma Giusiano, Sergio Piasco, Vittorio Luciano, Lidia Ellena, Giuseppe Rinaudo, Piero Tomassino, Bruno Manzo, Nadia Belliardo, Angelo Martelli, Bruno Demaria
Soggetto: Fredo Valla
Sceneggiatura: Giorgio Diritti, Fredo Valla
Fotografia: Roberto Cimatti
Musiche: Marco Biscarini: Daniele Furlati
Montaggio: Edu Crespo, Giorgio Diritti

Trama: Chersogno è un paesino sulle Alpi Occitane italiane abitato ormai solo da persone anziane che sopravvivono grazie ad un po’ di turismo estivo. Una ventata di novità arriva quando un ex professore francese vi si trasferisce con la sua famiglia alla ricerca di un modo di vita più vicino alla natura. L’uomo si trasforma in pastore e inizia un’attività casearia. I nuovi arrivati e la loro impresa risvegliano negli abitanti sentimenti contrastanti. L’integrazione è difficile e il rapporto con la ‘diversità’ diventa il cardine della narrazione in cui affiora la sensazione che, come dice uno dei personaggi: “Le cose sono come il vento, prima o poi ritornano.”

Le Tre Scimmie

•20 novembre, 2008 • Lascia un commento

Il cinema di Ceylan (Uzak, Il piacere e l’amore), rinnovando l’estetica che attraverso il binomio Antonioni-Tarkovskij risale sino alla lezione rosselliniana, si esprime attraverso la presenza magnetica ed estatica (mai estenuante) dell’immagine: gli scorci, le cose, i corpi silenziosi che si pongono tra loro in rapporti riflessivi, simbiotici, sicchè i soggetti si spiegano negli oggetti e viceversa istituendo un’intima corrispondenza tra psicologie e Fisiologia.

Il senso allora scaturisce dalle cose osservate (con lo sgomento, la sorpresa del poeta), contemplate ostinatamente, penetrate dallo scavo lirico della macchina da presa, che svela via via significati che dalla società, dalle sue convenzioni, passano ad un piano universale, cioè dall’angustia (staticità) del territorio, alla vastità (Poesia) del cosmo (Deleuze). (la)

Proiezioni ore 19 e 21,30 di giovedì 13 novembre al Cinema Grande di Altamura. Dopo film la serata continua al pub-birreria La Corte di Worms con una birra offerta agli spettatori di Millennium Mambo.

Anno: 2008
Titolo Originale: Üç Maymun
Durata: 109
Origine: FRANCIA, ITALIA, TURCHIA
Genere: DRAMMATICO
Specifiche Tecniche: HD, SCOPE, 35 MM
Produzione: ZEYNOFILM, NBC FILM, PYRAMIDE PRODUCTIONS, BIM DISTRIBUZIONE, IMAJ
Distribuzione: BIM
Data Uscita: 12-09-2008

Regia: Nuri Bilge Ceylan
Sceneggiatura: Ebru Ceylan, Ercan Kesal, Nuri Bilge Ceylan
Fotografia: Gökhan Tiryaki
Montaggio: Ayhan Ergürsel, Bora Göksingöl, Nuri Bilge Ceylan
Scenografia: Ebru Ceylan
Costumi: Ebru Ceylan
Attori: Yavuz Bingöl, Hatice Aslan, Ahmet Rifat Sungar, Ercan Kesal, Cafer Köse

Trama: Una famiglia disgregata da piccoli segreti che nel tempo si sono trasformati in grosse bugie, tenta disperatamente di restare unita rifiutando di affrontare la Verità. Per evitare di rendere più difficile la situazione e più pesanti le responsabilità, si sceglie di negare questa Verità, rifiutando di vederla, di ascoltarla o di parlarne, come nella favola delle ‘tre scimmiette’. Ma comportarsi così, basta a cancellare la Verità?

Note: PREMIO PER LA MIGLIOR REGIA AL 61mo FESTIVAL DI CANNES (2008).

Go Go Tales

•13 novembre, 2008 • Lascia un commento

Passando “esplicitamente” alla commedia, Abel Ferrara mantiene ferma la problematicità del suo cinema, espressa per lo più dal dualismo, dall’azione contrapposta di concetti, temi, impulsi diversi. Così la perdizione-redenzione del Cattivo Tenente, l’emancipazione-tradizione dei Fratelli, la coesistenza di religione e peccato di Mary (per fare solo alcuni esempi) si traducono in Go Go Tales nell’alternanza di ingenuità ed erotismo, morale e dissipazione, e, sul piano formale, nella successione di lirismo ed ironia, malinconia e allegrezza, cioè, coerentemente, in una regia visionaria e “ritmata” e una fotografia pastosa per quanto notturna.

Ferrara non sembra (voler) risolvere l’eterno, sconclusionato balletto della commedia-tragedia della vita, se non attraverso la continua contraddizione, che ogni volta rilancia, anzichè chiuderlo, il discorso, e il cinema. E del resto cos’è l’immagine (in movimento) se non un immenso e sfrangiato (cioè sempre nuovo) campo semantico? (l.a.)

Proiezioni ore 19 e 21,30 di giovedì 13 novembre al Cinema Grande di Altamura. Dopo film la serata continua al pub-birreria La Corte di Worms con una birra offerta agli spettatori di Millennium Mambo.

Anno: 2007
Durata: 100
Origine: USA
Genere: DRAMMATICO
Distribuzione: MEDIAFILM (2008)
Data Uscita: 20-06-2008
Vietato: 14

Regia: Abel Ferrara
Sceneggiatura: Abel Ferrara
Fotografia: Fabio Cianchetti
Musiche: Francis Kuipers
Montaggio: Fabio Nunziata
Scenografia: Frank DeCurtis
Costumi: Gemma Mascagni
Attori: Willem Dafoe, Bob Hoskins, Matthew Modine, Asia Argento, Roy Dotrice, Lou Doillon, Riccardo Scamarcio, Stefania Rocca, Pras…

Trama: La storia si svolge in una sola notte, a Manhattan, nel night club di Ray Ruby, un sognatore costretto a scontrarsi con i suoi debiti e con la proprietaria dello stabile, stanca di non ricevere il pagamento dell’affitto…

Note: FUORI CONCORSO AL 60MO FESTIVAL DI CANNES (2007).

Nessuna qualità agli eroi

•5 novembre, 2008 • Lascia un commento

Nessuna qualità agli eroi si sviluppa in un senso di torbida presenza psicofisica dei personaggi e della vicenda, congiungendosi al filone rigoroso di certo cinema “espressionista” italiano, che va dal primo Bellocchio (I pugni in tasca), a Ferreri (da Dillinger è morto in poi), fino al Mario Martone de L’amore molesto e L’odore del sangue, e, ancora, al Garrone del Primo amore.

Così, corpo (in disperata erezione) e psicologia (insidiata costantemente dalla psicopatia) si esplicano in una messa in scena ambigua, plumbea, che rimbomba e urla, dal fondo dell’animo contorto, sofferente di Luca (un Elio Germano straordinario), sostenuta dalle musiche spasmodiche e dagli scenari algidi. Ancora una volta (e più che nel film precedente di Paolo Franchi, La spettatrice) non c’è acquisizione, di valori, territori, affetti, ma solo dispersione, dissipazione (di identità). (l.a.)

Proiezioni ore 19 e 21 di giovedì 6 novembre al Cinema Grande di Altamura; dopo film la serata continua al pub-birreria La Corte di Worms con una birra offerta agli spettatori di Millennium Mambo.

nessuna qualità agli eroi

Anno: 2006
Durata: 102′
Origine: ITALIA, SVIZZERA
Genere: DRAMMATICO, NOIR
Produzione: BEPPE CASCHETTO E ANASTASIA MICHELAGNOLI PER I.T.C. MOVIE, DONATELLA BOTTI PER BIANCA FILM, ELDA GUIDINETTI, ANDRES PFAEFFLI PER VENTURA FILM, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA, RTI, RTSI TELEVISIONE SVIZZERA, CON IL SOSTEGNO DI MIBAC E FILM COMMISION TORINO PIEMONTE.
Distribuzione: BIM
Regia: Paolo Franchi
Attori: Elio Germano, Bruno Todeschini, Irène Jacob, Maria De Medeiros, Paolo Graziosi, Mimosa Campironi, Alexandra Stewart, Rinaldo Rocco
Sceneggiatura: Paolo Franchi, Daniela Ceselli, Michele Pellegrini (collaborazione)
Fotografia: Cesare Accetta
Musiche: Martin Wheeler
Montaggio: Alessio Doglione
Scenografia: Gian Maria Cau
Costumi: Grazia Colombini
Effetti: Stefano Camberini

Trama: Bruno ha 40 anni e, a prima vista, non sembra essere né giovane né vecchio. È un uomo tranquillo e riservato che però, nasconde dei segreti. Ha consultato un medico e la sua diagnosi lo ha lasciato sconvolto: non potrà avere figli. Bruno, però, decide di non dirlo a sua moglie Anne, sua unica ragione di vita, e le nasconde anche il fatto di aver contratto un grosso debito con Giorgio Neri, uno strozzino che si trincera dietro la facciata di rispettabile direttore di banca. Si direbbe che Bruno sia un uomo senza qualità e talento. Sicuramente è un uomo che ha cancellato il suo passato, dimenticando la Svizzera, la sua infanzia senza affetto, trascorsa all’ombra di un padre artista, egoista ed incapace di pensare agli altri. L’incontro con Luca, un ragazzo strano e riservato, risveglia improvvisamente i ricordi di Bruno. Anche Luca sembra avere molti segreti e in più conosce tutto ciò che riguarda la vita di Bruno, persino i suoi debiti con Giorgio Neri. Quando Bruno scopre che Luca in realtà è proprio il figlio di Neri, scomparso misteriosamente da qualche giorno, forse è già troppo tardi.

Sotto Le Bombe

•30 ottobre, 2008 • Lascia un commento

Se Il treno per il Darjeeling è la reminiscenza nostalgica (infantile) dell’analogico (non solo la celluloide della pellicola, ma anche quella luccicante e magnetica di tutto un apparato composito di oggetti anacronistici) e un (vano) viaggio di riacquisizione di questo mondo variopinto e dei suoi affetti, Sotto le bombe è il contrappunto digitale, ispirato dalla necessità di raccontare una storia e la Storia e un altro viaggio, di ricerca disperata.

Se l’analogico era dettato da esigenze prettamente estetiche, di ricostruzione di un universo tutto artistico, il digitale (l’uso del Beta e della Dv cam per tutte le riprese, al posto della “canonica” macchina da presa) ora scaturisce dall’urgenza di testimoniare gli scempi di una guerra tanto reale quanto “sottaciuta”, nascosta agli occhi dell’occidente: così Aractingi gira mentre la guerra infuria, riprende direttamente (senza la mediazione della finzione) la realtà impellente dei bombardamenti (rappresentando forse l’unico -prezioso- documento dell’offensiva israeliana del 2006 sul Libano), passando alternativamente a raccontare una storia d’amore, recitata in questo scenario che avviene, diviene veramente.

E allora il viaggio, scandito da questa alternanza, è ancora viaggio straniante, perso nel Sud, e alla ricerca di sentimenti essenziali e di un semplice, ruvido lirismo, che cerca come di purificarsi nella luce e nel suono delle immagini. (l.a.)

Proiezioni ore 19 e 21 di giovedì 30 ottobre al Cinema Grande di Altamura; dopo film la serata continua al pub-birreria La Corte di Worms con una birra offerta agli spettatori di Millennium Mambo.

Anno: 2007
Titolo Originale: Sous les bombes
Durata: 98′
Origine: Belgio, Francia, Gran Bretagna, Libano
Genere: Drammatico
Specifiche Tecniche: Beta, DV Cam (1:1.85) – Hoverlord
Distribuzione: Fandango (2008)
Data Uscita: 30/04/2008

Regia: Philippe Aractingi
Sceneggiatura: Michel Léviant, Philippe Aractingi
Fotografia: Nidal Abdel Khalek
Attori: Nada Abou Farhat, Georges Khabbaz, Rawya El Chab, Bshara Atallah

Trama: Nell’estate 2006, mentre sul Libano piovono bombe, una donna va verso il sud del paese alla ricerca del figlio. È accompagnata da un tassista che ha accettato il rischioso viaggio dietro un’adeguata ricompensa. Zeina, sciita libanese, è rientrata da Dubai, dove era emigrata…

Il treno per il Darjeeling

•22 ottobre, 2008 • Lascia un commento

Il viaggio di Wes Anderson e dei suoi personaggi anziché appropriarsi di luoghi e vicende, è un itinerario di straniamento, di disperdimento (psicofisico), compiuto per lo più attraverso veicoli retrò: non solo, propriamente, mezzi i di locomozione (come il sottomarino pittoresco di Zissou o i treni e le auto scalcinate per il Darjeeling), ma in genere oggetti (feticci) tratti dagli anni Settanta che non sono ornamentali ma determinano profondamente i movimenti dei soggetti.

Così gli abiti, gli arredi, i suppellettili, insieme alla commistione di musiche, scandiscono lo svolgersi di un altro tempo, che non è il passato, ma una strana attualità, un mondo vagamente contemporaneo che tende ad eludere le problematiche sociali in favore dell’abbozzo psicologico ed emotivo degli individui, ridotti allora a meri personaggi che galleggiano in una dimensione reinventata.

E’ un cinema analogico (antidigitale), che non vuole chiudersi e raccordarsi immediatamente secondo aneddoti riconoscibili, fruibili, ma si svolge per continue divagazioni, circonvoluzioni, come nel cinema di Jarmush e, ora, Baumbach, e come l’immaginazione infantile, come la sua tensione ad errare e a perdersi. (l.a.)

Proiezioni ore 19 e 21 di giovedì 23 ottobre al Cinema Grande di Altamura; dopo film la serata continua al pub-birreria La Corte di Worms con una birra offerta agli spettatori di Millennium Mambo

Il treno per il Darjeeling

Anno: 2007
Titolo Originale: The Darjeeling Limited
Durata: 91′
Origine: USA
Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
Produzione: WES ANDERSON, SCOTT RUDIN, ROMAN COPPOLA, LYDIA DEAN PILCHER PER AMERICAN EMPIRICAL PICTURES, CINE MOSAIC, SCOTT RUDIN PRODUCTIONS
Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA (2008)
Regia: Wes  Anderson
Attori: Owen Wilson, Adrien Brody, Jason Schwartzman, Anjelica Huston, Amara Karan, Camilla Rutherford, Irfan Khan, Natalie  Portman, Wallace Wolodarsky, Bill  Murray
Soggetto: Wes Anderson, Jason Schwartzman, Roman Coppola,
Sceneggiatura: Wes Anderson, Jason Schwartzman, Roman Coppola
Fotografia: Robert D. Yeoman
Montaggio: Andrew Weisblum
Scenografia: Mark Friedberg

Trama: Dopo la morte del loro padre, Francis, il maggiore dei tre Whitman, decide di chiedere ai suoi fratelli, Peter e Jack, di fare un lungo viaggio in treno attraverso l’India, dove incontreranno la loro madre che si è ritirata in un convento. Tutti e tre insieme per cercare di ricostruire il legame tra di loro, ma una serie di disavventure trasformano il loro viaggio in qualcosa di diverso…