digital …il cinema che verrà

•28 aprile, 2008 • Lascia un commento

Progresso  o regresso, la tecnica delle menti rivoluziona costantemente le forme dell’arte , il cinema anch’esso diventa piu leggero , piu violabile e forse piu vicino.
Come cambia il linguaggio e l’estetica  nell’era digitale.

Approfondimento con tre autori che si servono della nuova tecnica per sperimentare nuove grammatiche filmiche e percorsi creativi.

  • Martedì 29 aprile ARCA RUSSA regia di Aleksandr Sokurov (Russia 2001, 96′)
  • Martedì 6 maggio NAQOYQATSI regia di Godfrey Regio (USA 2003, 89′)
  • Martedì 13 maggio OPEN WATER regia di Chris Kentis (USA 2004, 79′)

Tutte le proiezioni alla sede di Rythmus alle ore 21.

Anno: 2001
Titolo Originale: Russkiy kovcheg
Durata:    96′
Origine: GERMANIA, RUSSIA
Genere: FANTASY, STORICO
Produzione: THE HERMITAGE BRIDGE STUDIO – EGOLI TOSSELL FILM AG – FORA FILM
Distribuzione: MIKADO (2002)
Regia: Aleksandr Sokurov
Cast: Sergei Dreiden, Mariya Kuznetsova, Leonid Mozgovoy, Mikhail Piotrovsky, David Giorgobiani, Alexander Chaban, Vladimir Baranov, Tamara Kurenkova, Svetlana Svirko, Alexandra Fyodorovna
Soggetto: Aleksandr Sokurov, Svetlana Proskurina, Boris Khaimsky, Anatoli Nikiforov
Sceneggiatura: Svetlana Proskurina, Boris Khaimsky, Aleksandr Sokurov, Anatoli Nikiforov
Fotografia: Tilman Buttner
Musiche: Sergei Yevtushenko
Montaggio: Betina Kuntzsch, Stefan Ciupek, Sergei Ivanov
Scenografia: Yelena Zhukova, Natalya Kochergina
Costumi: Maria Grishanova, Lidiya Kryukova, Tamara Seferyan
Effetti: Patrick Wilfert

Trama Invisibile agli altri, un cineasta contemporaneo si trova magicamente proiettato nel 1700 dentro il Palazzo dell’Hermitage a San Pietroburgo. Incontra un cinico aristocratico straniero del 19mo secolo e i due diventano compagni di uno straordinario viaggio nel tempo, dal turbolento passato della Russia ai giorni nostri. Vagabondando attraverso gli splendidi corridoi e saloni del palazzo, il Marchese ed il cineasta sono testimoni di incredibili scene dell’epoca degli Zar: Pietro il Grande che frusta un suo generale; Caterina la Grande che corre a riposarsi durante la rappresentazione della sua pièce; la famiglia dell’ultimo zar che cena tranquillamente senza rendersi conto dell’imminente Rivoluzione. Assistono inoltre all’ultimo Gran Ballo Reale del 1913, con centinaia di ballerini di valzer. La fine di un’epoca è vicina. Quando si conclude il loro viaggio nel tempo persorso in un lungo piano sequenza con steadycam, i due uomini iniziano un’appassionata e divertente disputa verbale: il Marchese ha un rapporto di amore-odio con la Russia, laddove il cineasta polemizza sul difficile rapporto della sua patria con il passato e con l’Europa di oggi. E’ come se l’Hermitage fosse l’arca dell’anima russa, che custodisce con affetto in attesa di tempi migliori.

cinefestival: exiled

•22 aprile, 2008 • Lascia un commento

Johnnie To confeziona con Exiled (in Italia visto solo al Festival del Cinema di Venezia) uno sfacciato omaggio al cinema western di Sam Peckinpah e Sergio Leone; il film riprende tutti gli stilemi del genere western, dalle inquadrature ai temi, alle situazioni: l’amicizia virile, la famiglia, il gruppo “selvaggio” pronto ad immortalarsi per un ideale più alto, la cenere del sigaro che cade, l’assalto al porta valori, l’uomo che suona l’armonica a bocca, il medico clandestino, la prostituta… e li condisce con una buona dose di ironia.
In questo senso la prima scena è emblematica. Tesa e geometrica, gioca con il rallenti, i primi piani, le tende mosse dal vento, le pallottole che cadono, ma poi risolve tutto con un allegro trasloco e una cena che pare tratta direttamente da “Pat Garret & Billy Kid”. Ma le citazioni sono tantissime: dal pistolero che sposta gli oggetti sparando da “Per un pugno di dollari”, allo specchio frantumato durante la sparatoria, sempre da Peckinpah.
Divertenti sono le caratterizzazioni dei personaggi, eroi tanto abili con le armi, quanto incapaci di prendere una decisione. Da non perdere. (fonte: filmup.leonardo.it)

Martedì 22 aprile ore 21.00 alla sede di Rythmus.

Anno: 2006
Titolo originale: Fangzhu
Durata: 98′
Origine: CINA, HONG KONG
Genere: Drammatico, thriller
Produzione: MILKY WAY IMAGE CO. LTD.

Regia: Johnnie  To
Attori: Francis Ng, Nick Cheung, Simon Yam, Anthony Wong Chau-Sang, Roy Cheung, Lam Suet, Richie Ren, Josie Ho

Trama Due gangster di Hong Kong vengono chiamati dal loro capo. Hanno il compito di trovare un componente della banda che si è macchiato di tradimento e di giustiziarlo. Il fuggitivo si è nascosto a Macao e i due lo rintracciano con facilità. Una volta sul posto, però, si trovano davanti a un dilemma perché compaiono dal nulla due vecchi loro compagni, decisi ad ostacolare la loro missione.

Note – PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 63MA MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2006).

Welcome to the dollhouse

•14 aprile, 2008 • Lascia un commento

Un film indipendente a basso costo, vincitore del Sundance 1996, che racconta con humor nero quell’inferno che è l’adolescenza: l’originalità narrativa di Solondz sta nell’aver scelto un contesto di assoluta normalità dimostrando quanto sia impermeabile a qualsiasi bisogno affettivo e nell’aver fatto della protagonista, interpretata da una straordinaria Heather Matarazzo, una ragazzina qualunque, ne più intelligente, ne più lucida dei suoi coetanei, ma in diritto – come tutti – a ricevere attenzioni e amore.

Martedì 15 aprile ore 21.00 alla sede di Rythmus

WELCOME TO THE DOLLHOUSE (Fuga dalla scuola media)
Anno: 1995
Durata: 87′
Nazione: USA
Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
Produzione: TODD SOLONDZ
Distribuzione: LUCKY RED 1996 – LUCKY RED HOME VIDEO

Regia: Todd  Solondz
Cast: Heather Matarazzo, Victoria Davis, Christina Brucato, Christina Vidal, Siri Howard, Brendan Sexton III, Telly Pontidis, Bill Buell, Angela Pietropinto, Eric Mabius, Elizabeth Martin, Rica Martens, Daria Kalinina, Dimitri Iervolino, Matthew Faber
Soggetto: Todd Solondz
Sceneggiatura: Todd Solondz
Fotografia: Randy Drummond
Musiche: Jill Wisoff
Montaggio: Alan Oxman
Scenografia: Susan Block

Trama: Undicenne goffa e bruttina, Dawn Wiener ha vita dura: i compagni di scuola la umiliano in continuazione, i genitori le preferiscono la sorellina leziosa e il fratello secchione, e la sua infatuazione per il musicista Steve Rodgers è senza speranza. Sarà Brandon, un teppistello suo coetaneo che minaccia in continuazione di “stuprarla alle 3 in punto” ad offrirle un po’ di rude affetto e una possibilità di fuga.

RUSHMORE

•7 aprile, 2008 • Lascia un commento

l texano Wes Anderson, qui alla sua seconda opera (scritta, come la precedente e la successiva, insieme all’attore/amico fidato Owen Wilson) mette già in campo quelli che saranno i tratti caratteristici del suo cinema nei successivi I Tenenbaum (2001) e Le avventure acquatiche di Steve Zissou (2005): adolescenti inquieti e capricciosi, adulti immaturi e flemmatici si lasciano vivere in un mondo bizzarro e surreale illuminato dai colori pop della provincia americana. Accompagnate dalle note retrò di canzoni degli anni Sessanta e Settanta (Cat Stevens, i Kinks, John Lennon sono l’ immaginario sonoro prediletto dal regista) queste figure delicate, ironiche e malinconiche a un tempo, vanno a comporre un universo sentitamente autobiografico e nostalgico.
Tutto giocato sulla sottrazione e sul minimalismo a partire dalla recitazione (il viso imperturbabile di Bill Murray che getta in piscina una pallina da golf ne è l’esempio lampante), il film, lontano dalle solite commedie di ambiente studentesco, è un mosaico originale e intimista di personaggi infantili e contraddittori, ripresi con il tocco asciutto, personale e unico di un autore bizzarro quanto le sue creazioni. (Il dizionario del cinema Morandini online, www.mymovies.it)

Martedì 8 aprile ore 21.00 alla sede di Rythmus

Anno: 1998
Durata:    93
Nazione: USA
Genere: COMMEDIA
Produzione: AMERICAN EMPIRICAL PICTURES, TOUCHSTONE PICTURES

Regia: Wes Anderson
Attori: Jason Schwartzman, Bill Murray, Olivia Williams, Seymour Cassel, Brian Cox, Mason Gamble, Sara Tanaka, Stephen McCole, Connie Nielsen, Luke Wilson, Dipak Pallana, Andrew Wilson, Marietta Marich, Ronnie McCawley, Keith McCawley
Soggetto: Wes Anderson, Owen  Wilson
Sceneggiatura: Wes Anderson, Owen  Wilson
Fotografia: Robert D. Yeoman
Musiche: Mark Mothersbaugh
Montaggio: David Moritz
Scenografia: David Wasco
Arredamento: Sandy Reynolds-Wasco
Costumi: Karen Patch
Effetti: Ron Trost

Trama Il quindicenne Max Fischer, orfano di madre e figlio di un barbiere, sin da bambino ha avuto un sogno nel cassetto: iscriversi a Rushmore, una prestigiosa scuola privata frequentata dai rampolli di famiglie facoltose. Ragazzo prodigio, Max riesce a realizzare il suo desiderio grazie ad una borsa di studio ottenuta per un’eccellente opera teatrale scritta in giovanissima età, ma la sua permanenza a Rushmore viene messa in pericolo a causa dei suoi pessimi voti nelle materie principali e a nulla servono le innumerevoli attività extrascolastiche da lui avviate e sostenute. A complicare la sua situazione precaria intervengono anche l’amicizia con Herman Blume – eccentrico industriale padre di due compagni di scuola di Max – ma soprattutto il discusso rapporto con la signorina Cross, un’insegnante delle elementari rimasta vedova ancora giovane di cui Max si innamora follemente, male interpretando l’amicizia che lei gli dimostra.

Napoleon Dynamite

•2 aprile, 2008 • Lascia un commento

Fenomeno di culto negli Stati Uniti (400.000 dollari per realizzarlo, 45 milioni di dollari incassati), Napoleon Dynamite – opera prima del giovanissimo Jared Hess (ventiquattrenne all’epoca delle riprese) – nasce e si sviluppa come prosecuzione di Peluca, precedente cortometraggio dello stesso regista che, insieme all’ancor più acerba mogliettina (cosceneggiatrice), si è ispirato quasi totalmente alle persone con le quali è cresciuto nell’Idaho per tratteggiare la fisionomia dei personaggi. Il risultato, che non può non prescindere dalla prova di un fenomenale Jon Heder nei panni dell’irrimediabilmente stupido protagonista, è a dir poco sorprendente.
Il lavoro di Hess si propone quale unico e “reale” sguardo sulla naturalezza dell’essere idiota, senza moralismi e, ancora meglio, senza “l’ansia del riscatto a tutti i costi” rinvenibile in antesignani modelli. La miglior caratteristica di Napoleon, e di tutto il microcosmo che lo circonda, risiede proprio nella sua stupidità: il resto del mondo sembra saperlo e, quasi misticamente, ogni volta pare rallentare dinanzi a lui, troppo vero per essere vero. Da antologia il ballo finale. (Valerio Sammarco, http://www.cinematografo.it)

Giovedì 3 aprile ore 21.00 alla sede di Rythmus

Anno: 2004
Durata: 82′
Origine: USA
Genere:    COMMEDIA
Produzione:ACCESS FILMS
Distribuzione:20TH CENTURY FOX ITALIA (2005)
Regia: Jared  Hess
Attori: Jon Heder, Jon Gries, Aaron Ruell, Efren Ramirez, Diedrich Bader, Sandy Martin, Haylie Duff, Shondrella Avery, Lafawnduh Lucas, Carmen Brady, Ellen Dubin, Brian Petersen
Soggetto: Jared Hess, Jerusha Hess
Sceneggiatura: Jared Hess, Jerusha Hess
Fotografia: Munn Powell
Musiche: John Swihart
Montaggio: Jeremy Coon
Scenografia: Cory Lorenzen
Costumi: Jerusha Hess
Effetti: Joshua D. Comen

Trama Preston, Idaho, USA. Napoleon Dynamite è un adolescente frustrato e alienato che vive con la nonna e il fratello trentenne, Skip, aspirante karateca impegnato in lunghe conversazioni via internet con la fidanzata LaFawnduh. Napoleon invece, passa le giornate cercando di migliorare le sue doti artistiche di ballerino e disegnatore e facendo progetti insieme al suo unico amico Pedro, da poco emigrato dal Messico, che ha deciso di candidarsi come presidente del comitato studentesco contro la bella e perfida Summer. Per vincere le elezioni, i due ragazzi si avvalgono anche dei consigli della timida Deb, segretamente innamorata di Napoleon. Purtroppo, a complicare la già difficile vita del ragazzo, sopraggiunge l’inconcludente zio Rico, nostalgico degli anni ’80, alla ricerca di un modo per fare soldi facili.

Totò che visse due volte

•24 marzo, 2008 • Lascia un commento

Terzo (e ultimo) appuntamento con la rassegna “Per farla finita col giudizio di dio” con il film in tre episodi diretto da Franco Maresco e Daniele Ciprì.

Martedì 25 marzo ore 21.00 alla sede di Rythmus.

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Anno 1998
Altri titoli Totò Who Lived Twice
Durata 95
Origine ITALIA
Colore B/N
Produzione REAN MAZZONE PER TEA NOVA – ISTITUTO LUCE – LUCKY RED
Distribuzione LUCKY RED DISTRIBUZIONE – LUCKY RED HOME VIDEO
Vietato 18

Regia Franco Maresco, Daniele Ciprì
Attori Salvatore Gattuso, Marcello Miranda, Carlo Girodano, Pietro Arcidiacono, Camillo Conti, Baldassarre Catanzaro, Antonio Cirrincione, Antonio Aliotta, Antonio Carullo, Gioacchino Lo Piccolo, Francesco Anitra, Vincenzo Cacciarelli, Giuseppe Pepe, Fortunato Cirrincione.
Soggetto Daniele Ciprì, Franco Maresco
Sceneggiatura Daniele Ciprì, Lillo Iacolino, Franco Maresco
Fotografia Luca Bigazzi
Montaggio Cesar Augusto Meneghetti, Franco Maresco, Daniele Ciprì
Scenografia Fabio Sciortino

Trama Film diviso in tre episodi numerati: nel primo, Paletta lo scemo di un piccolo paesino, sempre vessato e deriso da tutti, decide di dar sfogo ai propri istinti sessuali, senza porsi alcun freno, e i suoi compaesani lo imiteranno. Nel secondo, accanto al letto di morte di un omosessuale di mezza età, sono riuniti sua madre ed alcuni parenti, ma Fefè, l’anziano amante dell’uomo non si presenta al capezzale perchè ha paura della reazione che potrebbe avere il fratello del morto, un uomo molto violento. Nel terzo, un Messia anziano e rugoso detto Totò, cammina per i luoghi controllati dalla mafia seguito da Giuda, un gobbo che pretende di essere guarito immediatamente dalla sua malattia.

Paranoid Park – il libro

•20 marzo, 2008 • Lascia un commento

Immagine di Paranoid Park

Hai sedici anni e una tavola da skate. È settembre, stai cominciando l’ultimo anno del liceo. Non è che ti vada tutto bene, perché tuo padre è andato via di casa, tua madre si imbottisce di tranquillanti, e tu stai uscendo con una Jennifer qualunque che non ti fa battere il cuore. Ma con le tue Vans rovinate, la felpa col cappuccio e lo skateboard puoi andare dove vuoi. Persino al Paranoid Park, il paradiso proibito degli skater, dove il destino a volte si mette a correre all’impazzata, per frenare solo quando è ormai troppo tardi. È così che Alex si ritrova al centro di un dramma molto più grande di lui. Un errore, una bravata, un attimo di fatale distrazione: nell’arco di pochi, brevissimi istanti, Alex ha fatto qualcosa di cui non si credeva capace, ed è nei guai fino al collo. La sua felpa è macchiata di sangue, il sangue di qualcun altro. E lui è solo, perché certe cose non riesci a raccontarle a nessuno, nemmeno agli amici con cui pensavi di poter condividere tutto.
Alex deve vedersela con il peso del segreto, con il senso di colpa, con la paura e il desiderio di essere scoperto. E rimpiange la leggerezza di prima, quando i problemi erano un litigio davanti agli armadietti di scuola, o l’attesa della fantomatica prima volta, o il gusto amaro di una sconfitta a una partita di calcio improvvisata.
Il romanzo che ha ispirato l’ultimo flm fi Gus Van Sant, premio speciale al festival di Cannes 2007, è una storia che si legge d’un fiato, una favola fin troppo reale sul coraggio di affrontare se stessi, i propri sbagli, e gli anni belli e difficili in cui ogni giorno si cresce un po’ di più.

Caratteristiche
Autore: Blake Nelson
Numero di pagine: 130
Traduzione: Paola Bertante
Editore: Rizzoli